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Disarticolato gruppo criminale campano specializzato nei furti con la tecnica dei finti corrieri, episodi anche a Como

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Nella mattina del 10 agosto i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Verbania, unitamente a personale dei Comandi Arma territorialmente competenti, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali emessa dal G.I.P. del Tribunale di Verbania, nei confronti di 7 persone (5 in carcere, 2 agli arresti domiciliari) ritenute responsabili a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti in danno di imprese del settore tessile.

L’attività investigativa è scaturita da 2 episodi di furto avvenuti nei mesi di luglio e agosto 2022 nei confronti di due società della provincia di Verbania produttrici di capi di abbigliamento di alta moda, ha consentito di attribuire al gruppo criminale 18 furti aggravati (di cui 1 tentato) in danno di altrettante attività produttive del nord Italia, perpetrati attraverso la peculiare tecnica dei “falsi corrieri”, articolata in due distinte fasi:
✓ Il preliminare contatto telefonico, dove il “telefonista”, a capo del gruppo criminale, contatta l’azienda simulando di essere il corriere incaricato al ritiro di merce presso i magazzini
dell’impresa, e così organizzando in modo fraudolento con l’ignaro interlocutore il ritiro del materiale. Coincidentalmente infatti, l’azienda “vittima” del gruppo aveva effettivamente in programma una consegna in favore di una società di logistica. Il telefonista, infatti, nel corso della giornata, “tempestava” di chiamate una lunghissima serie di società, individuando i numeri on- line, nel tentativo di individuare quella che effettivamente aveva una pronta consegna programmata.
✓ L’impossessamento della merce, da parte dei falsi corrieri che, in coordinamento con il telefonista, si presentano presso i magazzini dell’azienda indossando casacche di note società di logistica, facendosi consegnare dagli ignari dipendenti il materiale (abbigliamento, occhiali, oggettistica etc.) in pronta consegna.

Il conseguente sviluppo investigativo protrattosi da settembre a novembre 2022, svolto attraverso attività tecniche nonché numerosi servizi di pedinamento, ha permesso di ricostruire l'intera articolazione della compagine criminale, stabilmente suddivisa nei ruoli di:
− telefonista, operativo nella città di Napoli, con il compito di contattare il più ampio numero possibile di società/aziende, al fine di comprendere chi avesse in quel giorno della merce in pronta consegna e, in tal caso, organizzare con le batterie di falsi corrieri operative sul territorio il ritiro della refurtiva;
− batterie di falsi corrieri che, utilizzando autocarri a noleggio a cui venivano alterate le targhe, e casacche/divise di note società di logistica, gravitavano in distinte aree del nord Italia, presentandosi, su input del telefonista, presso i magazzini delle società frodate per impossessarsi della merce;

− addetti al deposito/trasporto della refurtiva nella città di Napoli, i quali mettevano a disposizione del sodalizio i propri garage/magazzini per stoccare la refurtiva in attesa di essere trasportata “in sicurezza” nel capoluogo campano, dove veniva poi reimmessa nel circuito legale dei mercati rionali.

Nel corso delle indagini i carabinieri hanno documentato 18 distinti episodi delittuosi (di cui uno solo tentato poiché la titolare della ditta non si è fidata del presunto corriere), commessi nelle provincie di Udine, Verbania, Como, Torino, Varese, Milano, Lodi, Bologna, Rimini, e a cui hanno concorso a vario titolo complessivamente 14 indagati, tra cui i 7 appartenenti al sodalizio e destinatari dell’odierna misura restrittiva, recuperando e restituendo agli aventi diritto, merce trafugata per un valore complessivo pari a Euro 400mila circa.

I carabinieri di Verbania, una volta individuata e ricostruita la struttura del gruppo criminale, composta essenzialmente da un soggetto quale capo ed organizzatore del sodalizio e tre distinte batterie di finti corrieri, operanti per lo più nel nord Italia, sono riusciti non solo a ricostruire le tappe salienti degli episodi delittuosi, ma in alcuni casi a seguire da vicino lo sviluppo dell’azione permettendo ai carabinieri territorialmente competenti di bloccare i falsi corrieri e recuperare la merce, procedendo in un caso ad un arresto in flagranza.

Tra gli episodi di particolare rilievo il 27 ottobre 2022 un finto corriere si era presentato in una ditta di Milano che produce capi di abbigliamento di alta moda, riuscendo a trafugare 6 colli contenenti numerosi capi. Mentre il malvivente si allontanava dal luogo, ricevendo tra l’altro i complimenti dal telefonista per la buona riuscita del colpo, i carabinieri di Verbania in contatto con i colleghi di Arluno facevano fermare il furgone proprio in quel centro, dove i finti corrieri avevano una base logistica. In quel caso il telefonista – non riuscendo più a mettersi in contatto con il complice, nel frattempo bloccato dai carabinieri – richiamava la società frodata simulando di essere il fantomatico “Maresciallo Fabrizio” dei Carabinieri, con l’intento di comprendere cosa fosse accaduto al suo “uomo”, ricevendo però in risposta dagl’ignara impiegata il riepilogo dell’intervento risolutivo dell’Arma.
Infatti all’interno del furgone fermato nella periferia di Milano (noleggiato di volta in volta a Napoli e a cui veniva modificata poi la targa prima del colpo per depistare eventuali indagini) veniva rinvenuta l’intera refurtiva indebitamente sottratta. La successiva perquisizione domiciliare nella base logistica di Arluno, consentiva inoltre di recuperare altra merce sottratta il giorno precedente ai danni di un’altra ditta di abbigliamento di moda di Codogno.

In un altro episodio di rilievo, il 26 ottobre 2022, un finto corriere indossando anche l’uniforme di una nota società di logistica riusciva a trafugare da una importante ditta della riviera romagnola, produttrice di diversi brand di alta moda, 47 colli contenenti capi di abbigliamento per un valore complessivo di circa 70mila euro. Anche in questa occasione i carabinieri di Verbania, in costante contatto con i colleghi di Cattolica riuscivano a far fermare il furgone prima che imboccasse l’autostrada, recuperando l’intera refurtiva ed arrestando il corriere. All’interno del furgone venivano rinvenute inoltre numerose divise riconducibili alle maggiori società di corrieri, che di volta in volta venivano indossate dai falsi corrieri per ingannare i magazzinieri delle società.

Dei 7 destinatari del provvedimento restrittivo uno è stato arrestato in Arluno (MI), un 77enne originario di Napoli che rappresentava la base logistica nel nord Italia per le batterie dei finti corrieri.
Gli altri 6 sono stati rintracciati tutti in provincia di Napoli, 5 nel capoluogo ed uno a San Giuseppe Vesuviano. Di questi al vertice dell’organizzazione un 66enne già precedentemente condannato dal Tribunale di Verbania per reati contro il patrimonio. Gli altri componenti del sodalizio sono un 40enne già ristretto in carcere a Poggioreale per altra causa, un 50enne ed un 64 enne ed un 29enne, tutti facenti parte delle batterie di finti corrieri. Il soggetto rintracciato a San Giuseppe Vesuviano, il più giovane del gruppo, un 28enne, sfruttando anche la sua posizione di dipendente di una società di trasporti, estranea alle indagini, si occupava del trasferimento della merce rubata dal nord Italia verso
il capoluogo campano.



Questo è un articolo pubblicato il 10-08-2023 alle 10:23 sul giornale del 11 agosto 2023 - 22 letture






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